i compleanni arrivano a ogni giro di anno. il cerchio si completa ma, per distrazione, per divertimento, per necessità, per caso, per poca destrezza, il punto d’arrivo non è proprio quello di partenza. c’è un piccolo scarto. lo stesso che salva la preda dalle grinfie del predatore e dalla morte sicura, quello pure che permette all’attaccante di smarcarsi e poi segnare. è lo scarto che lascia un segno, che suggerisce la direzione irreversibile delle cose e delle vite. tutto circola ma quasi. senza tornare esattamente al punto di partenza. lo scopo del viaggio è poi questo, spesso se non sempre. anche in geometria lo scarto è importante, la chiamano olonomia. e pure in fisica c’è questa curvatura intrinseca delle cose e dello spazio senza le cose che si percepisce solo andando e poi tornando. fa una sensazione strana vedere ritornare un oggetto che si era dato via. è l’idea stessa delle bottiglie che disperse nel mare impermeabilizzano il loro messaggio. sono segnali lanciati a noi stessi. speriamo, magari segretamente, di ritrovarle un giorno, più vecchie ma intatte. cerchiamo di verificare, ogni volta che il cerchio é una chiave, che c’é una anomalia che è solo una piccola variazione, che fa il bilico tra il caos e l’ordine. spegniamo le candeline per poterle riaccendere l’anno dopo un po’ più corte.
— Th. Adorno. Minima Moralia. 1951.
(Source: marxists.org)
Ci sono strane risonanze. Come quella tra la scena della principessa decapitata dal drago et quella della notizia della morte di Alessandra Cubeddo uccisa ieri dal convivente, che le ha fracassato il cranio contro il pavimento. Il risultato finale é lo stesso, il corpo senza vita della donna. Ma in entrambe i casi quello che conta é quello che conta per l’uomo: i giornali non dicono nulla della poveretta ma sappiamo tutto della sua depressione e a noi non interessa perché la principessa sia rinchiusa ma quando e come Mario avrà la sua ricompensa. Per la Principessa non c’é scampo: o da il bacio o é ingoiata dal drago. La principessa dovrebbe pensarci due volte e magari cercare di liberarsi da sola. Forse così riesce a restare viva. A Roma, ai tempi di Messalina, “certaines matrones se font inscrire ouvertement parmi les prostituées recensées par les autorités de police. Cela leur permettra, pensent-elles, d’aimer librement qui elles veulent sans encourir de sanctions.”(wikipedia). Sembra uno spiraglio, che abbiamo perso per strada. Però pure Messalina fini decapitata.
— (M. Murgia, 7 maggio 2012)
(Source: michelamurgia.com)
Three Legged Wonder, Francesco A. Lentini
“even with three legs, he still didn’t have a pair”
“He was born with three legs, two sets of genitals and one rudimentary foot growing from the knee of his third leg. So, in total, he had three legs, four feet, sixteen toes, and two sets of functioning male genitals, which were all that existed of a conjoined twin and jutted from the right side of his body. The doctors determined that since his twin was connected to his spine, removal could have resulted in paralysis. When his parents refused to acknowledge him, his aunt raised him but eventually handed him over to a home for disabled children. As a child Lentini had hated his extra body parts until he spent time at the home. There, he met children who were deaf, blind, and mute. He also learned to walk, ice skate, and jump rope.” (from the Wikipedia article)
(Source: frenchtwist)
French female figure modeled in wax
This is also the cover illustration for Rachilde’s notorious 1884 novel Monsieur Vénus.


